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	<title>Free the Belgrade anarchists! &#187; Italiano</title>
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		<title>SOLIDARIETA’ AGLI ANARCOSINDACALISTI SERBI ARRESTATI!</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 07:03:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PARIGI 17 OTTOBRE INIZIATIVA DELLA CNT-AIT IN SOLIDARIETA’ AGLI ANARCOSINDACALISTI SERBI ARRESTATI!
Almeno 6 compagni anarchici serbi, tra i quali diversi membri della sezione serba dell’A.I.T. (Associazione Internazionale dei Lavoratori) e il segretario stesso della nostra organizzazione internazionale, sono stati arrestati il 4 settembre scorso a Belgrado. Da allora sono reclusi nel segreto più assoluto senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PARIGI 17 OTTOBRE INIZIATIVA DELLA CNT-AIT IN SOLIDARIETA’ AGLI ANARCOSINDACALISTI SERBI ARRESTATI!</p>
<p>Almeno 6 compagni anarchici serbi, tra i quali diversi membri della sezione serba dell’A.I.T. (Associazione Internazionale dei Lavoratori) e il segretario stesso della nostra organizzazione internazionale, sono stati arrestati il 4 settembre scorso a Belgrado. Da allora sono reclusi nel segreto più assoluto senza alcun contatto con l’esterno. Tutte le comunicazioni sono loro interdette. Contro di loro capi di imputazione particolarmente gravi tra i quali quello di terrorismo internazionale. Più o meno. E perchè? Per qualche A cerchiata scritta sui muri dell’ambasciata greca a Belgrado il 25 agosto scorso, accompagnata dal lancio di due bottiglie incendiarie che fra l’altro non hanno nemmeno funzionato. Dopo quello che è accaduto in un passato molto recente nella vicina Jugoslavia, l’accusa può sembrare ridicola se non fosse per quello in cui potrebbero incappare i compagni: potenzialmente almeno 15 anni di prigione. E la circostanza che l’azione sia stata rivendicata da un gruppo anarchico senza alcun rapporto con i nostri compagni non cambia la questione: lo stato serbo cerca a tutti i costi di trovare un colpevole! Questi arresti sono stati effettuati senza alcuna prova e fondati su delle accuse poliziesche menzognere, non diversamente dagli arresti che si stanno verificando da più di un anno in Francia. Va detto che in Serbia il processo di privatizzazione selvaggia che è seguito al crollo del regime comunista dopo Milosevic, fa crescere la disoccupazione e la povertà di sempre più ampi strati della popolazione, il tutto con l’appoggio dei partiti politici di tutte le tendenze e la confusa benedizione dei sindacati ufficiali. I compagni di Iniziativa Anarcosindacalista (ASI-AIT) sono una delle rare voci che si fanno sentire per sfidare e organizzare un contrattacco su delle basi anticapitaliste e antinazionaliste chiare. Questo nuovo episodio di attacco da parte dello Stato contro gli anarchici e gli anarcosindacalisti in Serbia è certamente uno dei più violenti. Il governo cerca di mettere a tacere questi rompiscatole approfittando della situazione per trasformare il trattamento riservato ai compagni in un esempio. Di fronte a processi che si annunciano e che rischiano di essere lunghi e costosi lanciamo una campagna di solidarietà finanziaria analoga a quella già attivata nel precedente mese di maggio, quasi un presagio di quello che sta accadendo oggi. I loro tentativi di intimidazione non ci faranno né tacere né rinunciare.<br />
LIBERTA’ PER I COMPAGNI SERBI E DI QUALSIASE ALTRO PAESE!<br />
Viva l’anarcosindacalismo!<br />
Viva l’Associazione Internazionale dei Lavoratori!<br />
Per la rivoluzione anarco comunista espropriatrice!<br />
Solidarietà anazionale!     <span><br />
</span></p>
<div>
<table style="height: 54px;" border="0" width="576">
<tbody>
<tr>
<td width="100%"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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		<title>Dai compagni svizzeri solidarietà ai compagni serbi!</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 07:05:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da oggi sono trascorsi 30 giorni da quando i cinque compagni serbi sono stati arrestati. Non sono stati ancora rilasciati e sono ostaggi dello stato serbo. Non sono autorizzati a riceve corrispondenza e le loro condizioni sono nel segreto più assoluto. La “ricostruzione” dell’apparato giudiziario prevista per il 28 o il 29 settembre è stata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da oggi sono trascorsi 30 giorni da quando i cinque compagni serbi sono stati arrestati. Non sono stati ancora rilasciati e sono ostaggi dello stato serbo. Non sono autorizzati a riceve corrispondenza e le loro condizioni sono nel segreto più assoluto. La “ricostruzione” dell’apparato giudiziario prevista per il 28 o il 29 settembre è stata spostata al 12 o 13 ottobre e fino a tale data i compagni non saranno certamente rilasciati. Nuovi testimoni potrebbero fare la loro apparizione e ciò in situazione ancora più compromessa dalla circostanza che se saranno riconosciuti quali autori del fatto rischiano più di 10 anni di prigione così come non è esclusa la possibilità che siano tenuti segregati per altri 6 mesi. Sembra purtroppo che ci debba orientare verso scenari oscuri.<br />
La solidarietà finanziaria di fronte ad un processo che si preannuncia lungo e difficile è più che mai all’ordine del giorno.<br />
LIBERTA’ PER I COMPAGNI SERBI E PER TUTTI GLI OSTAGGI DELLA GUERRRA SOCIALE!</p>
<p>Resoconto della manifestazione che si è svolta a Brena (Svizzera) l’1 ottobre 2009, organizzata dalla FAU (Anarchosyndicalistes). L’appuntamento è stato alla stazione e poi si è partiti in corteo verso l’ambasciata passando per la città vecchia. Trenta compagni hanno distribuito volantini e preso la parola davanti all’ambasciata e ancora, al ritorno, alla stazione. L’iniziativa è stata ben accolta, poliziotti poco numerosi e calmi come i manifestanti e i militari di guardia all’ambasciata.<br />
COMUNICATO DELLA F.A.U. suisse<br />
Domenica 4 ha avuto luogo una manifestazione di protesta davanti all’ambasciata serba di berna. Ciò come azione di solidarietà con l’ingiusto fermo di 6 compagni serbi aderenti all’A.S.I. &#8211; Anarho-sindikalisticka inicijativa. L’iniziativa è stata organizzata dalla Freien ARbeiterInnen Union (FAU). La FAU è come l’A.S.I.; un sindacato di base. Un sindacato senza funzionari che si impegna per l’autonomia dei lavoratori. Alle 19:00 si sono riunite 30-40 persone che dalla stazione si sono dirette verso l’ambasciata serba con bandiere e stendardi rossoneri, attraversando il centro della città. Sono stati distribuiti centinaia di volantini e dinanzi all’ambasciata è stata letta una lettera aperta. Dopo ciò il corteo si è diretto nuo9vamente verso la stazione. Infine una lettera aperta agli intellettuali serbi perché sostengano i compagni arrestati è stata letta sotto il palco, davanti alla stazione. Verso le 20,15 la manifestazione si è sciolta.<br />
CHE FARE NELL’IMMEDIATO?<br />
Qualche idea:<br />
- Inviare (ed incitare ad inviare) messaggi di posta elettronica di protesta al governo serbo aiutandosi con il formulario esistente in diverse lingue (italiano compreso) sul sito di sostegno: http://asi.zsp.net.pl/free-the-anarchists/ o messaggi postali anche alle missioni diplomatiche ) &#8211; Tradurre le informazioni internazionali e propagandare le campagne di solidarietà tnendo conto delle notizie prelevabili dai siti:<br />
http://asi.zsp.net.pl http://asi.zsp.net.pl/feed/ http://asisolidarity.squat.gr/feed<br />
- Elaborare e diffondere anche da soli materiale di propaganda, anche multimediali.<br />
- Far conoscere per e-mail le iniziative à   <script type="text/javascript">// <![CDATA[
 var prefix = '&#109;a' + 'i&#108;' + '&#116;o';
 var path = 'hr' + 'ef' + '=';
 var addy11625 = 'c&#111;nt&#97;ct' + '&#64;';
 addy11625 = addy11625 + 'cnt-&#97;&#105;t' + '&#46;' + '&#105;nf&#111;';
 document.write( '<a ' + path + '\'' + prefix + ':' + addy11625 + '\'>' );
 document.write( addy11625 );
 document.write( '<\/a>' );
 //\n 
// --&gt;
// ]]&gt;</script><a href="mailto:contact@cnt-ait.info">contact@cnt-ait.info</a> <script type="text/javascript">// <![CDATA[
 document.write( '<span style="\" mce_style="\"'display: none;\'>' );
// ]]&gt;</script><span style="display: none;">Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  <script type="text/javascript">// <![CDATA[
 document.write( '</' );
 document.write( 'span>' );
// ]]&gt;</script></span><br />
- Partecipare alla Cassa di Solidarietà per sostenere le fasi della difesa che necessariamente dovranno avere luogo:<br />
Chéques intestati a CNT-AIT, indicando &#8220;solidarité ASI-AIT&#8221;, da inviare a :<br />
CNT AIT 108 rue Damrémont 75018 PARIS</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Solidarietà dalla grecia</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 07:07:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con questo Lunedì saranno più di 30 giorni che i 6 compagni sono ostaggi della polizia serba. Uno di essi, Rata, ha trascorso il suo ventottesimo compleanno in prigione. Se non saranno rilasciati vorrà dire che “la giustizia” di stato li ritiene colpevoli di “terrorismo internazionale” … per dei comportamenti che essi non hanno tenuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.lottadiclasse.it/images/stories/greci.JPG" border="0" alt="" width="192" height="144" align="left" />Con questo Lunedì saranno più di 30 giorni che i 6 compagni sono ostaggi della polizia serba. Uno di essi, Rata, ha trascorso il suo ventottesimo compleanno in prigione. Se non saranno rilasciati vorrà dire che “la giustizia” di stato li ritiene colpevoli di “terrorismo internazionale” … per dei comportamenti che essi non hanno tenuto e di una gravità estrema come può esserlo un graffito.<br />
Nuove manifestazioni di solidarietà hanno avuto luogo un pò dappertutto (Ungheria, San Pietroburgo, di nuovo in Germania o in Inghilterra, Madrid, etc &#8230;) ma la cosa rischia di durare ancora a lungo. Per questo bisogna prenderla come una gara di fondo, dove i nostri nemici cerca no di sfiancarci confidando sul trascorrere del tempo. Noi però dovremmo esser in grado di dimostrargli che la nostra determinazione per la giustizia e la libertà è più forte.<br />
Di seguito qualche documento dei compagni greci, le loro iniziative di solidarietà per i compagni arrestati,  Solidarietà dal &#8220;Gruppo Autonomo di PAMAK&#8221; (Università della Tessalonica)<br />
(17 Settembre 2009)<br />
NON TOCCATE I NOSTRI COMPAGNI SERBI! LA SOLIDARIETA’ E’ LA NOSTRA ARMA!<br />
Il 25 agosto un gruppo di 5 persone ha attaccato con delle molotov l’ambasciata greca di Belgrado senza causare alcun danno significativo. La responsabilità è stata assunta da una organizzazione denominata Sole Nero, organizzazione che secondo le proprie dichiarazioni ha dato origine all’attacco per dimostrare solidarietà con il compagno Th. Iliopoulos in sciopero della fame [è l’ultimo accusato dell’insurrezione di dicembre 2008 che da allora è ancora dietro le sbarre]. Per questa ragione il governo Serbo detiene 5 anarchici e ne perseguita un altro, li accusa di terrorismo internazionale. Questi compagni sono tutti membri di Iniziativa Anarcosindacalista (ASI) organizzazione non apparentata con quella autrice dell’attentato e con la quale gli arrestati affermano di non avere alcun contatto.<br />
Ancora una volta le caratteristiche basilari dello stato securitario, che si sviluppano in tutti i paesi, diventano visibili: repressione accentuata, attacco a settori resistenti della società, inoculazione della dottrina dell’ordine e della sicurezza. Lo Stato adopera tutti i mezzi per accentuare la repressione contro i gruppi politici radicali. L’obbiettivo? Demoralizzare tutte le forme di critica politica ai meccanismi del dominio ed adottare misure energiche contro il “nemico interno”, poco importa se questo si chiama anarchico, immigrato o &#8220;koukouloforos&#8221; [ndr. Durante l’insurrezione di dicembre 2008 lo stato greco chiamava così i rivoltosi che si proteggevano dai fotografi mascherando il viso].<br />
Nel creare il meccanismo, lo stato agisce come al solito: due molotov e una A cerchiata sono sufficienti a perseguitare 6 persone che non hanno alcun rapporto con i fatti e che rischiano imputazioni per decenni di carcere. Il fatto che appartengano ad un gruppo anarcosindacalista è sufficiente per fargli assumere il ruolo di “nemico interno” , un soggetto che le strutture statali cercheranno di rendere impotente nelle sue risposte.<br />
Di fronte al meccanismo repressivo non dobbiamo restare al passo ma dobbiamo continuare a camminare usando la solidarietà come un’arma.<br />
LIBERTE POUR LES PRISONNIERS ANARCHISTES SERBES<br />
LES ETATS SONT LES SEULS TERRORISTES<br />
Le Groupe Autonome de l&#8217;Université de Macédonie (Thessalonique)<br />
http://appamak.blogspot.com/2009/09/6.html<br />
IL TERRORISMO DI STATO NON HA FRONTIERE.<br />
(21 Septembre 2009)<br />
Il 4 settembre a Belgrado gli anarcosindacalisti Tadej Kurep, Ivan Vulovi, Sanja Dojki, Ratibor Trivunac et Nikola Mitrovic, attivisti dell’A.S.I., sono statio arrestati con l’accusa di aver attaccato con delle molotov, il 25 agosto, l’ambasciata greca. La polizia serba ricerca un altro compagno accusato anche lui di aver partecipato all’azione. I compagni sono stati “rapiti” dalla polizia, interrogati e detenuti dopo che il procuratore ha deciso che resteranno in detenzione preventiva almeno 30 giorni. Il magistrato ha egualmente chiesto che essi siano accusati di “terrorismo internazionale”, una accusa che significa, qualora dovessero essere condannati , molti anni di prigione. Il loro arresto e la loro detenzione sono completamente arbitrari in assenza di prove che possano legarli a qualche azione specifica. Tutti e cinque hanno negati i fatti a loro imputati. L’’attacco all’ambasciate greca di Belgrado è stato uno dei numerosi episodi di solidarietà che si sono realizzati durante lo sciopero della fame del compagno Thodoris Iliopoulos, l’ultimo dei prigionieri della rivolta greca di dicembre. Tali azioni sono all’interno della continuità di tutte le mobilitazioni dell’estate, delle azioni dirette di controinformazione e di solidarietà che si sono sviluppate nel mondo intero di seguito agli avvenimenti insurrezionali di dicembre. La persecuzione dei cinque anarcosindacalismi ben conosciuti dalle autorità per le loro idee e la loro attività anarchica è un tentativo di intimidazione dello stato serbo contro chi lotta per l’affrancamento sociale. Si tratta del metodo corrente con cui viene esercitato il meccanismo della repressione per individuare gli attivisti e montare contro di loro delle false accuse con lo scopo di imprigionarli con pesanti condanne.<br />
Noi esprimiamo la nostra solidarietà ai 5 compagni Serbi che sono ostaggi dello stato e con tutti gli attivisti assoggettati alla violenza statale. La lotta globale per una liberazione sociale spasserà via gli stati e i padroni, le loro istituzioni e i loro meccanismi repressivi.<br />
LIBERTÉ POUR LES CINQ ANARCHOSYNDICALISTES EN SERBIE<br />
L&#8217;ETAT EST LE SEUL TERRORISTE<br />
Le collectif anarchiste &#8220;le Cercle de Feu&#8221;<br />
Athène, 16 Septembre 2009<br />
Interview de Thodoris Iliopoulos<br />
(19 Septembre 2009)<br />
Thodoris Iliopoulos ha rilasciato una lunga intervista al canale web tvxs.gr (télé sans frontière), intervista che può essere trovata (purtroppo solo in greco) all’indirizzo http://www.tvxs.gr/v21143. Oltre a quello che il compagno ha potuto dire sulla sua persona, sulla vita nella prigione greca, lo sciopero della fame, le lotte sociali e il movimento di solidarietà, gli è stato chiesto di esprimersi sui sei anarcosindacalismi arrestati a Belgrado. Ecco la traduzione di una parte dell’intervista:<br />
Giornalista: “in questo momento ha luogo una mobilitazione per 6 persone implicate nel movimento a vostro favore, per una azione che si svolge negli ultimi giorni del vostro sciopero della fame. Queste persone sono state arrestate e accusate di terrorismo internazionale&lt;e di far far parte di un movimento che vi sostiene. Che ne pensate? Vorrei una vostra opinione al riguardo”.<br />
Th. Illiopoulos.: “sono al corrente di questa situazione. Essi rischiano pene che in caso di condanna vanno dai 3 ai 15 anni di carcere se non vado errato. Terrorismo internazionale per due vetri rotti? Per una scritta sui muri? Terrrorismo … grande concetto. Il terrorismo è quello che consociamo nella nostra routine quotidiana. Ci si alza la mattina, si va a lavorare, si guadagna del denaro, si tenta di vivere con dignità. Bisogni costruiti. Tutto questo è terrorismo mentre chi partecipa ad azioni di solidarietà in mio favore sono considerati terroristi. Non comprendo proprio tutto ciò.</p>
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		<title>SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALE AI COMPAGNI ARRESTATI IN SERBIA</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 11:36:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Belgrado, Serbia: Gli anarchici nella mire del potere. Libertà per gli arrestati In Serbia almeno 6 compagni anarchici, tra cui molti membri della sezione Serba dell’I.W.A. (Associazione Internazionale dei Lavoratori), e il segretario della nostra or-ganizzazione internazionale, sono stati arrestati lo scorso 4 settembre a Belgrado. L’arresto è stato effettuato senza prove e sulla base [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Belgrado, Serbia: Gli anarchici nella mire del potere. Libertà per gli arrestati In Serbia almeno 6 compagni anarchici, tra cui molti membri della sezione Serba dell’I.W.A. (Associazione Internazionale dei Lavoratori), e il segretario della nostra or-ganizzazione internazionale, sono stati arrestati lo scorso 4 settembre a Belgrado. L’arresto è stato effettuato senza prove e sulla base di accuse false, fabbricate dalla polizia, non diversamente dagli arresti si verificano in Francia da più di un anno. In Serbia (dal momento che la borghesia per mantenere i suoi privilegi ha deciso di abbandonare la via dell’ultra-nazionalismo) il processo di convergenza verso i criteri liberali per l&#8217;inclusione nella UE Europea, si sta realizzando a marce forzate. Il pro-cesso di privatizzazione selvaggia che accompagna questa nuova politica, spinge verso la disoccupazione e la povertà una quota crescente della popolazione &#8211; soprat-tutto classe operaia &#8211; con il sostegno dei partiti politici di tutte le tendenze e la vigilan-za dei sindacati ufficiali. I compagni di Iniziativa Anarcosindacalista (ASI-AIT) sono una delle poche voci che si fanno sentire e hanno i coraggio di organizzare il contrat-tacco su chiare basi anti-capitaliste e anti-nazionaliste.<br />
Così, i compagni sono nel mirino del governo. Questo nuovo episodio di repressione da parte dello Stato contro gli anarchici e gli anarco-sindacalisti in Serbia è certamen-te uno dei più violenti. …….. Iniziative di solidarietà saranno prese presto in Francia. Se volete associarvi alla protesta, vi preghiamo di inviarci una e-mail è<br />
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 var prefix = '&#109;a' + 'i&#108;' + '&#116;o';
 var path = 'hr' + 'ef' + '=';
 var addy71552 = 'c&#111;nt&#97;ct' + '&#64;';
 addy71552 = addy71552 + 'cnt-&#97;&#105;t' + '&#46;' + '&#105;nf&#111;';
 document.write( '<a ' + path + '\'' + prefix + ':' + addy71552 + '\'>' );
 document.write( addy71552 );
 document.write( '<\/a>' );
 //\n 
// --&gt;]]&gt;</script><a href="mailto:contact@cnt-ait.info">contact@cnt-ait.info</a> <script type="text/javascript">// <![CDATA[// <![CDATA[
 document.write( '<span style="\" mce_style="\"'display: none;\'>' );
// ]]&gt;</script><span style="display: none;">Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  <script type="text/javascript">// <![CDATA[// <![CDATA[
 document.write( '</' );
 document.write( 'span>' );
// ]]&gt;</script></span><br />
I tentativi di intimidazione non ci faranno ne tacere ne arrenderci.<br />
Evviva l’Anarco-sindacalismo<br />
Viva l’Associazione internazionale dei lavoratori!<br />
Per la rivoluzione anarco-comunista ed espropriatrice!<br />
Solidarietà Internazionale!</p>
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		<title>SOLIDARIETA’ AI COMPAGNI DELL’A.S.I. ARRESTATI A BELGRADO</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 07:46:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 4 settembre 2009 il tribunale locale di Belgrado ha confermato gli arresti dei membri dell&#8217;ASI, che rimarranno in carcere per 30 giorni con l&#8217;accusa di terrorismo internazionale. L&#8217;ASI ha appreso dai media dell&#8217;attacco all&#8217;am-basciata greca e del gruppo che se ne è fatto carico. Approfittiamo per ricordare che tali metodi individuali di lotta non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 4 settembre 2009 il tribunale locale di Belgrado ha confermato gli arresti dei membri dell&#8217;ASI, che rimarranno in carcere per 30 giorni con l&#8217;accusa di terrorismo internazionale. L&#8217;ASI ha appreso dai media dell&#8217;attacco all&#8217;am-basciata greca e del gruppo che se ne è fatto carico. Approfittiamo per ricordare che tali metodi individuali di lotta non appartengono all&#8217;anarcosindacalismo, al contrario: noi rendiamo pubbliche le nostre posizioni e cerchiamo con il nostro lavoro di attrarre le masse al movimento sindacalista e alle organizzazioni libertarie e progres-siste. Lo stato, per tacitare con la repressione qualunque voce critica, agisce in modo assurdo, dichiarando sospetto chi dichiara esplicitamente il proprio punto di vista libertario e chiudendo il caso con la carcerazione, per dare una falsa immagine di efficienza all&#8217;opinione pubblica.<br />
Fin dall&#8217;inizio questo caso si è caratterizzato tanto per le accuse spropositate di terro-rismo internazionale quanto per la gestione approssimativa e intimidatoria del proce-dimento giudiziario da parte delle istituzioni del regime.</p>
<p>Fermo restando che non appoggiamo le azioni del gruppo anarchico &#8220;Crni Ilija&#8221;, ora ben conosciuto, non possiamo accettare la qualificazione dell&#8217;accaduto co-me atto di terrorismo internazionale, giacché il terrorismo implica, per definizione, la minaccia alla vita di civili, mentre in questo caso nessuno è stato nemmeno ferito e si sono prodotti unicamente danni simbolici.</p>
<p>È chiaro che questa montatura dello Stato non è altro che un&#8217;intimidazione nei con-fronti di chiunque decida di denunciare l&#8217;ingiustizia e la disperazione della società contemporanea. Nei momenti in cui la società si assopisce, alcuni individui scelgono le azioni più incredibili, a volte autodistruttive, per forzare il blocco dei media e portare le loro richieste al centro dell&#8217;attenzione (ricordiamo il caso dei lavoratori che hanno ta-gliato e mangiato le proprie dita, o quello dell&#8217;uomo che, per disperazione, ha minac-ciato di far esplodere una granata nel palazzo della Presidenza Serba), cercando di far conoscere i propri problemi a un ampio settore della società.</p>
<p>Non lasciamoci convincere del fatto che un atto simbolico di solidarietà, sebbene e-spresso in modo erroneo, possa essere trattato come un&#8217;azione antisociale o terrori-sta, insieme a qualunque altra atto di ribellione di coloro che sono stati privati dei pro-pri diritti.<br />
Esprimiamo la nostra solidarietà ai detenuti e alle loro famiglie e chiediamo la verità su questo caso.</p>
<p>LIBERTÀ PER GLI ANARCOSINDACALISTI!<br />
Iniziativa Anarco-Sindacalista (ASI-IWA/AIT)<br />
5 settembre 2009</p>
<p>http://www.usi-ait.org</p>
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		<title>Arresti politici a Belgrado</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 11:32:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sabato 4 settembre, cinque attivisti politici sono stati arrestati a Belgrado in una montatura. I cinque, Tadej Kurep, Ivan Vulovic, Sanja Dojkic, Ratibor Trivunac e Nikola Mitrovic, sono attivisti o simpatizzanti di Iniziativa Anarcosindacalista, la sezione serba dell&#8217;Associazione Internazionale dei Lavoratori (AIT).
Gli arresti dovrebbero riguardare un&#8217;azione diretta che si č svolta all&#8217;Ambasciata greca il 25 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 4 settembre, cinque attivisti politici sono stati arrestati a Belgrado in una montatura. I cinque, Tadej Kurep, Ivan Vulovic, Sanja Dojkic, Ratibor Trivunac e Nikola Mitrovic, sono attivisti o simpatizzanti di Iniziativa Anarcosindacalista, la sezione serba dell&#8217;Associazione Internazionale dei Lavoratori (AIT).</p>
<p>Gli arresti dovrebbero riguardare un&#8217;azione diretta che si č svolta all&#8217;Ambasciata greca il 25 agosto scorso, dove si sono verificati minimi danni: una finestra incrinata, un piccolissimo segno bruciato sulla facciata dell&#8217;edificio e una A-cerchiata dipinto sulla porta in un atto di solidarietŕ con Theodoros Iliopoulos. Il pubblico ministero perň lo definisce un atto di &#8220;terrorismo internazionale&#8221; e vuole accusare i nostri compagni di questo. Se lo Stato lo permetterŕ, i nostri compagni rischiano dai 3 ai 15 anni di carcere.</p>
<p>Per ora, i cinque sono stati arrestati e resteranno per almeno un mese in carcere mentre si preparano le accuse nei loro confronti.</p>
<p>Sebbene uno degli accusati, il Segretario generale dell&#8217;AIT Ratibor Trivunac, abbia chiaramente e pubblicamente dichiarato di essere estraneo all&#8217;azione, anche lui č stato arrestato. Non č la prima vlta che le autoritŕ lo perseguitano, per il solo fatto che egli č un critico radicale dello Stato.</p>
<p>Facciamo appello alle persone di tutto il mondo perché agiscano ora!</p>
<p>Se puoi, organizza una protesta presso un Ambasciata, Consolato o Missione diplomatica serba appena possibile. Invece di una sola giornata di azioni, le azioni si possono svolgere in piů giornate, ma l&#8217;importante č agire ora! Cerca di fare qualcosa entro il 15 di settembre.</p>
<p>Inoltre, invia dei fax o delle lettere di protesta! Includiamo qui un elenco di indirizzi. Se vuoi, invia una lettera al governo tramite questa pagina. Puoi scrivere un proprio testo oppure usare quello che noi proponiamo. Inoltreremo i nomi di chi utilizza il modulo anche ai nostri compagni in Serbia.</p>
<p>Inviaci informazioni sulle vostre manifestazioni, proteste o articoli sul caso!</p>
<p>LIBERATE ORA I CINQUE!</p>
<p>Indirizzi delle Missioni diplomatiche della Repubblica di Serbia:</p>
<p>http://www.mfa.gov.rs/Worldframe.htm</p>
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		<title>Comunicato della ASI</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 11:29:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 4 settembre del 2009, la Corte distrettuale di Belgrado ha deciso che gli iscritti ASI   arrestati saranno detenuti per trenta giorni. I nostri compagni sono accusati di un atto   di terrorismo internazionale.
La Confederazione Sindacale &#8220;Iniziativa Anarcosindacalista&#8221; ha saputo dell&#8217;attacco   sull&#8217;Ambasciata greca e dell&#8217;organizzazione che ha rivendicato l&#8217;atto, tramite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 4 settembre del 2009, la Corte distrettuale di Belgrado ha deciso che gli iscritti ASI   arrestati saranno detenuti per trenta giorni. I nostri compagni sono accusati di un atto   di terrorismo internazionale.</p>
<p>La Confederazione Sindacale &#8220;Iniziativa Anarcosindacalista&#8221; ha saputo dell&#8217;attacco   sull&#8217;Ambasciata greca e dell&#8217;organizzazione che ha rivendicato l&#8217;atto, tramite la stampa.  Cogliamo l&#8217;opportunità di ricordare al pubblico ancora una volta che tali metodi di lotta   politica individuale non sono i metodi dell&#8217;anarcosindacalismo; al contrario, noi   pubblichiamo le nostre posizioni apertamente e, tramite il nostro lavoro, cerchiamo di   portare le masse al movimento sindacalista e alle organizzazioni libertarie e   progressiste.</p>
<p>Lo Stato, volendo sopprimere brutalmente i suoi critici più feroci e attraverso il   meccanismo della repressione, agisce con una logic banale, targando coloro che esplicitano   il proprio pensiero libertario come &#8220;sospetti&#8221;, e con la loro carcerazione si pronuncia   soddisfatto, dando una falsa impressione della sua efficacia agli occhi del pubblico.  Le azioni prive di scrupoli degli organi del regime si possono osservare sin dai primi   momenti dell&#8217;arresto alle perquisizioni illegali delle loro case, dall&#8217;intimidazione delle   loro famiglie, fino all&#8217;accusa di terrorismo internazionale.</p>
<p>Nonostante il fatto che non sosteniamo gli atti dell&#8217;ormai famoso gruppo anarchico &#8220;Crni   Ilija&#8221; (Sole Nero), non possiamo definire ciò che è successo &#8220;terrorismo internazionale&#8221;   dal momento che il terrorismo, per definizione, comprende una minaccia alla vita dei   civili. In questo caso nessuno ha subito danni ed i danni materiali sulle cose erano   minimi.</p>
<p>E&#8217; chiaro che questa farsa di origine statale è ancora un altro modo di intimidire chi   decide di segnalare le ingiustizie e la disperazione della società odierna.</p>
<p>In momenti di torpore sociale, i singoli si affidano alle azioni più incredibili, talvolta   anche autodistruttive, per potere rompere il silenzio stampa e cercare di mettere il   proprio caso al centro dell&#8217;attenzione: ricordiamo quei lavoratori che si sono tagliati un   dito, mangiandoli, oppure l&#8217;uomo sfortunato e angosciato che minacciò di attivare una   bomba a mano nel palazzo della Presidenza serba. Sono persone che cercano di illuminare i   loro problemi in un contesto sociale più grande.</p>
<p>Non permetteremo che ci convincano che un atto simbolico di solidarietà, per quanto   espresso male, o qualsiasi atto di ribellione da parte di coloro che non possono godere   dei loro diritti, sia un atto antisociale, un atto di terrorismo.</p>
<p>Esprimiamo la nostra solidarietà con i compagni arrestati e con le loro famiglie. Vogliamo   la verità su questo caso!</p>
<p>LIBERTA&#8217; PER GLI ANARCOSINDACALISTI!</p>
<h3>Iniziativa Anarcosindacalista</h3>
<p><strong><em>Sindikalna konfederacija Anarho-sindikalistička inicijativa</em></strong></p>
<p>5 settembre 2009</p>
<p>Traduzione a cura di FdCA-Ufficio relazioni internazionali</p>
<p><br id="__mce" /></p>
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