Solidarietà dalla grecia

Con questo Lunedì saranno più di 30 giorni che i 6 compagni sono ostaggi della polizia serba. Uno di essi, Rata, ha trascorso il suo ventottesimo compleanno in prigione. Se non saranno rilasciati vorrà dire che “la giustizia” di stato li ritiene colpevoli di “terrorismo internazionale” … per dei comportamenti che essi non hanno tenuto e di una gravità estrema come può esserlo un graffito.
Nuove manifestazioni di solidarietà hanno avuto luogo un pò dappertutto (Ungheria, San Pietroburgo, di nuovo in Germania o in Inghilterra, Madrid, etc …) ma la cosa rischia di durare ancora a lungo. Per questo bisogna prenderla come una gara di fondo, dove i nostri nemici cerca no di sfiancarci confidando sul trascorrere del tempo. Noi però dovremmo esser in grado di dimostrargli che la nostra determinazione per la giustizia e la libertà è più forte.
Di seguito qualche documento dei compagni greci, le loro iniziative di solidarietà per i compagni arrestati,  Solidarietà dal “Gruppo Autonomo di PAMAK” (Università della Tessalonica)
(17 Settembre 2009)
NON TOCCATE I NOSTRI COMPAGNI SERBI! LA SOLIDARIETA’ E’ LA NOSTRA ARMA!
Il 25 agosto un gruppo di 5 persone ha attaccato con delle molotov l’ambasciata greca di Belgrado senza causare alcun danno significativo. La responsabilità è stata assunta da una organizzazione denominata Sole Nero, organizzazione che secondo le proprie dichiarazioni ha dato origine all’attacco per dimostrare solidarietà con il compagno Th. Iliopoulos in sciopero della fame [è l’ultimo accusato dell’insurrezione di dicembre 2008 che da allora è ancora dietro le sbarre]. Per questa ragione il governo Serbo detiene 5 anarchici e ne perseguita un altro, li accusa di terrorismo internazionale. Questi compagni sono tutti membri di Iniziativa Anarcosindacalista (ASI) organizzazione non apparentata con quella autrice dell’attentato e con la quale gli arrestati affermano di non avere alcun contatto.
Ancora una volta le caratteristiche basilari dello stato securitario, che si sviluppano in tutti i paesi, diventano visibili: repressione accentuata, attacco a settori resistenti della società, inoculazione della dottrina dell’ordine e della sicurezza. Lo Stato adopera tutti i mezzi per accentuare la repressione contro i gruppi politici radicali. L’obbiettivo? Demoralizzare tutte le forme di critica politica ai meccanismi del dominio ed adottare misure energiche contro il “nemico interno”, poco importa se questo si chiama anarchico, immigrato o “koukouloforos” [ndr. Durante l’insurrezione di dicembre 2008 lo stato greco chiamava così i rivoltosi che si proteggevano dai fotografi mascherando il viso].
Nel creare il meccanismo, lo stato agisce come al solito: due molotov e una A cerchiata sono sufficienti a perseguitare 6 persone che non hanno alcun rapporto con i fatti e che rischiano imputazioni per decenni di carcere. Il fatto che appartengano ad un gruppo anarcosindacalista è sufficiente per fargli assumere il ruolo di “nemico interno” , un soggetto che le strutture statali cercheranno di rendere impotente nelle sue risposte.
Di fronte al meccanismo repressivo non dobbiamo restare al passo ma dobbiamo continuare a camminare usando la solidarietà come un’arma.
LIBERTE POUR LES PRISONNIERS ANARCHISTES SERBES
LES ETATS SONT LES SEULS TERRORISTES
Le Groupe Autonome de l’Université de Macédonie (Thessalonique)
http://appamak.blogspot.com/2009/09/6.html
IL TERRORISMO DI STATO NON HA FRONTIERE.
(21 Septembre 2009)
Il 4 settembre a Belgrado gli anarcosindacalisti Tadej Kurep, Ivan Vulovi, Sanja Dojki, Ratibor Trivunac et Nikola Mitrovic, attivisti dell’A.S.I., sono statio arrestati con l’accusa di aver attaccato con delle molotov, il 25 agosto, l’ambasciata greca. La polizia serba ricerca un altro compagno accusato anche lui di aver partecipato all’azione. I compagni sono stati “rapiti” dalla polizia, interrogati e detenuti dopo che il procuratore ha deciso che resteranno in detenzione preventiva almeno 30 giorni. Il magistrato ha egualmente chiesto che essi siano accusati di “terrorismo internazionale”, una accusa che significa, qualora dovessero essere condannati , molti anni di prigione. Il loro arresto e la loro detenzione sono completamente arbitrari in assenza di prove che possano legarli a qualche azione specifica. Tutti e cinque hanno negati i fatti a loro imputati. L’’attacco all’ambasciate greca di Belgrado è stato uno dei numerosi episodi di solidarietà che si sono realizzati durante lo sciopero della fame del compagno Thodoris Iliopoulos, l’ultimo dei prigionieri della rivolta greca di dicembre. Tali azioni sono all’interno della continuità di tutte le mobilitazioni dell’estate, delle azioni dirette di controinformazione e di solidarietà che si sono sviluppate nel mondo intero di seguito agli avvenimenti insurrezionali di dicembre. La persecuzione dei cinque anarcosindacalismi ben conosciuti dalle autorità per le loro idee e la loro attività anarchica è un tentativo di intimidazione dello stato serbo contro chi lotta per l’affrancamento sociale. Si tratta del metodo corrente con cui viene esercitato il meccanismo della repressione per individuare gli attivisti e montare contro di loro delle false accuse con lo scopo di imprigionarli con pesanti condanne.
Noi esprimiamo la nostra solidarietà ai 5 compagni Serbi che sono ostaggi dello stato e con tutti gli attivisti assoggettati alla violenza statale. La lotta globale per una liberazione sociale spasserà via gli stati e i padroni, le loro istituzioni e i loro meccanismi repressivi.
LIBERTÉ POUR LES CINQ ANARCHOSYNDICALISTES EN SERBIE
L’ETAT EST LE SEUL TERRORISTE
Le collectif anarchiste “le Cercle de Feu”
Athène, 16 Septembre 2009
Interview de Thodoris Iliopoulos
(19 Septembre 2009)
Thodoris Iliopoulos ha rilasciato una lunga intervista al canale web tvxs.gr (télé sans frontière), intervista che può essere trovata (purtroppo solo in greco) all’indirizzo http://www.tvxs.gr/v21143. Oltre a quello che il compagno ha potuto dire sulla sua persona, sulla vita nella prigione greca, lo sciopero della fame, le lotte sociali e il movimento di solidarietà, gli è stato chiesto di esprimersi sui sei anarcosindacalismi arrestati a Belgrado. Ecco la traduzione di una parte dell’intervista:
Giornalista: “in questo momento ha luogo una mobilitazione per 6 persone implicate nel movimento a vostro favore, per una azione che si svolge negli ultimi giorni del vostro sciopero della fame. Queste persone sono state arrestate e accusate di terrorismo internazionale<e di far far parte di un movimento che vi sostiene. Che ne pensate? Vorrei una vostra opinione al riguardo”.
Th. Illiopoulos.: “sono al corrente di questa situazione. Essi rischiano pene che in caso di condanna vanno dai 3 ai 15 anni di carcere se non vado errato. Terrorismo internazionale per due vetri rotti? Per una scritta sui muri? Terrrorismo … grande concetto. Il terrorismo è quello che consociamo nella nostra routine quotidiana. Ci si alza la mattina, si va a lavorare, si guadagna del denaro, si tenta di vivere con dignità. Bisogni costruiti. Tutto questo è terrorismo mentre chi partecipa ad azioni di solidarietà in mio favore sono considerati terroristi. Non comprendo proprio tutto ciò.

This entry was posted on Monday, October 5th, 2009 at 09:07 and is filed under Italiano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

 

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